Anche il poeta romantico Giacomo Leopardi, anche se in maniera metaforica, si riferisce agli automi nello "Zibaldone di Pensieri", una raccolta di poesie, pensieri e riflessioni filosofiche su vari argomenti; "zibaldone" deriva dalla parola "zabaione", con riferimento a un miscuglio di ingredienti diversi.
piuttosto come un panorama o un simulacro anatomico o un automa, che come una statua di Canova, piuttosto misurandole col compasso, che assaporandole e gustandole e paragonandole agli originali col palato, quelle traduzioni, dico, parranno ai tedeschi non tedesche, e nel tempo stesso non capaci di dare alle nazioni la vera idea degli originali, aliene dalla lingua e proprie di un'epoca di imperfezione e immaturità.
In questo passo, Leopardi critica fortemente le traduzioni tedesche delle lingue arcaiche, definendole un simulacro anatomico o un automa, cioè molto diverse dagli originali, quasi irriconoscibili. Questo tesi di leopardi sul recupero delle lingue antiche si evince anche in altre opere, tra cui le "Operette Morali".

Zibaldone di Leopardi
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