"La radio e il cinema sono tra quei grandi automi che sempre più si occupano di dilettare le masse" Junger
sabato 13 giugno 2020
STEP #21 --- L'ETICA
Gli automi possono essere considerati degli alleati o dei nemici?
Tutte queste nuove tecnologie hanno dato vita ad uno scenario nuovo e complesso in cui sono richieste nuove competenze e una responsabilità sempre crescente nei confronti delle altre persone e del pianeta. Ecco perchè è stata fondata la Roboetica, cioè la disciplina che studia gli aspetti umanitari, etici, sociali ed ecologici della robotica. Tale termine è stato coniato nel 2002 da Gianmarco Veruggio, uno scienziato robotico sperimentale che la qualifica come un'etica applicata il cui scopo è sviluppare strumenti scientifici, culturali e tecnici che siano universalmente condivisi, indipendentemente dalle differenze culturali, sociali e religiose.
Ora proviamo ad analizzare i pro e i contro della robotica.
La robotica può donare una sorta di immortalità all'uomo, poichè si sta cercando di inserire la coscienza umana all'interno degli automi e non solo. Gli automi, altresì, possono essere utilizzati per compiere lavori faticosi e, addirittura, sostituire l'uomo in questi. Per di più, la robotica si può applicare in campo biologico, sostenendo persone malate, come è stato fatto nell'ospedale di Wuhan per combattere la pandemia del covid-19.
Ora vediamo i contro. Gli automi, sostituendo i lavoratori nelle aziende e nelle fabbriche, causano un aumento della disoccupazione, poichè è preferito assumere un robot specializzato, a costo zero, che un lavoratore stipendiato. Bisogna anche considerare il fatto che il progresso tecnologico può essere usato a scopo violento, come la storia ci insegna; basti ricordare la "Guerra Fredda", in cui furono utilizzate le armi nucleari.

Robotica e Roboetica
Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/roboetica-aziende-e-lungimiranza-isaac-asimov-ABj6QBpB
AUTOMA --- NEGLI ANIME GIAPPONESI
In senso metaforico la parola automa assume il significato di persona priva di volontà.
tecnica dell'Edo Tensei, Naruto Shippuden
Esiste una tecnica nell'anime giapponese "Naruto Shippuden", chiamata "Edo Tensei no jutsu" (resurrezione impura) con cui l'utilizzatore può riportare in vita una persona e privarla della propria volontà, trasformandola quindi in un automa. La persona resuscitata non può neanche suicidarsi per liberarsi dalla tecnica e, quando prova a fare ciò, viene applicata un'altra tecnica, di soppressione della personalità, impiantando un sigillo con un kunai nella testa del resuscitato. L'unico modo per rilasciare la tecnica è sigillare il resuscitato o convincere l'utilizzatore ad annullarla.
STEP #20 --- NELLO ZIBALDONE DI LEOPARDI
Anche il poeta romantico Giacomo Leopardi, anche se in maniera metaforica, si riferisce agli automi nello "Zibaldone di Pensieri", una raccolta di poesie, pensieri e riflessioni filosofiche su vari argomenti; "zibaldone" deriva dalla parola "zabaione", con riferimento a un miscuglio di ingredienti diversi.
piuttosto come un panorama o un simulacro anatomico o un automa, che come una statua di Canova, piuttosto misurandole col compasso, che assaporandole e gustandole e paragonandole agli originali col palato, quelle traduzioni, dico, parranno ai tedeschi non tedesche, e nel tempo stesso non capaci di dare alle nazioni la vera idea degli originali, aliene dalla lingua e proprie di un'epoca di imperfezione e immaturità.
In questo passo, Leopardi critica fortemente le traduzioni tedesche delle lingue arcaiche, definendole un simulacro anatomico o un automa, cioè molto diverse dagli originali, quasi irriconoscibili. Questo tesi di leopardi sul recupero delle lingue antiche si evince anche in altre opere, tra cui le "Operette Morali".
Zibaldone di Leopardi
STEP #19 --- NELL'UTOPIA
La nostra è un'era basata sulla tecnologia, cioè un'era in cui gli automi e le "macchine" sono indispensabili all'uomo.
L'uomo, tramite la tecnologia, vorrebbe conseguire vari obiettivi: in primis la costruzione di automi che svolgano le attività più faticose e più difficili per l'uomo, e che lo proteggano e non gli rechino nessun danno, come enunciato nei tre principi della robotica di Isaac Asimov; in secondo luogo l'utilizzo di "macchine" come catalizzatori per sfruttare il cervello umano dopo la sua morte, garantendo all'uomo una sorta di "immortalità". Ciò, però, è solo un'utopia, sia perchè è molto difficile da realizzare, sia presenta una moltitudine di problemi per l'uomo. Innanzitutto i datori di lavoro necessiterebbero degli automi per svolgere i compiti in maniera più efficiente, e ciò aumenterebbe vertiginosamente la disoccupazione, perchè sarebbe meglio utilizzare un robot specializzato, a costo zero, che un operaio stipendiato. Poi bisogna anche tenere conto di una possibile rivolta delle "macchine" contro gli uomini, come spesso viene mostrato in molti film a sfondo fantascientifico.
automa che disegna
STEP #18 ---NELLA FILOSOFIA CONTEMPORANEA
Il rapporto tra l'uomo e la tecnologia viene affrontato anche nella filosofia contemporanea dal filosofo Pascal Chabot.
Egli nacque nel 1973 ed insegna all'Ihecs di Bruxelles. Dopo aver studiato filosofia all'Università Parigi-Sorbona e all'Università di Bruxelles, ha conseguito il dottorato con uno studio sull'opera di Gilbert Simondon.
Egli ha scritto molti libri, tra cui "Il robot filosofo", un dramma filosofico in 4 domande e 5 atti. Parla di una commissione di 5 illustri filosofi e un'intelligenza artificiale costituita dalla filosofia. Scopo del test è sancire la riuscita del primo robot filosofo. In questa discussione si spazia da un argomento all'altro, arrivando a parlare di argomenti quali la morte. Una delle discussioni più interessanti è sul fatto che il robot possieda una coscienza, e da qui ci si collega al rapporto servo-padrone di cui parlava il filosofo Hegel, cioè sul fatto che gli uomini riescano ad ottenere dei servi meccanizzati, dei quali gli uomini ne sono i padroni. Ora ci si trova di fronte ad una domanda: meglio un servo "macchina" dotato di coscienza o no? I filosofi ci fanno notare che questa domanda non ha una risposta precisa. Partiamo dal servo privo di coscienza: i padroni non si possono identificare come tali poichè il padrone non ha una vera e propria condizione di dominio; quindi sembrerebbe che siano meglio servi con coscienza, dal momento che gli uomini godrebbero pienamente il loro dominio. Ma in questo caso le macchine sarebbero in grado di riprogrammarsi da sole, e avverrebbe, come diceva Hegel, il rovesciamento dei ruoli, a favore delle macchine, perchè gli uomini dipendono dal lavoro dei "servi", che sono in grado di operare in piena autonomia.
foto di Pascal Chabot
STEP #17 --- UN ABBECEDARIO
Automa
Bot (automa software che opera in internet)
Cyborg
Dato
Elettronica
Futuro
Giappone (patria dei "Karakuri", automi giapponesi del periodo Edo)
Hardware
Isaac (Asimov)
Job
Karakuri
Libertà
Macchina
Nier (videogioco giapponese basato su automi)
Ottimizzazione
Progresso
Quoziente (intellettivo)
Robotica
Software
Turco (automa giocatore di scacchi)
Umanoide
Vector (marca di robot domestici)
Wireless
Xiaomi (marca di robot aspirapolvere)
Yattaman (anime giapponese che si basa su automi)
Zeta (l'ultima versione di Mazinga, un automa giapponese protagonista di un anime)
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STEP #24 --- LA SINTESI FINALE
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